Domande Frequenti
Sì le whey si possono cuocere senza alcun problema
Ho scritto un approfondimento su tutte le obiezioni relative al collagene.
Un paio di punti qui: una delle obiezioni più gettonata è “la molecola non viene assorbita intera”. Queste persone ritengono che si integri collagene pensando che la molecola di collagene (bovina, suina o marina) venga assorbita intera dall’intestino e vada intera nella pelle a rimpolparla. Questa è un’assurdità e dimostra l’ignoranza di queste persone in materia.
1) qualsiasi proteina per essere assorbita deve essere digerita, ovvero “tagliata” in pezzi più piccoli che possono essere assorbiti dall’intestino. Nessuna azienda che vende collagene afferma che esso venga assorbito intero, anche perché tutte vendono collagene idrolizzato.
2) tutto il collagene è idrolizzato: significa che la molecola originale viene “tagliata” in molecole più piccole, i peptidi. In questo modo è come se fosse pre-digerito e quindi è più facilmente e velocemente digeribile. Quindi il collagene non era intero nemmeno in partenza.
La ragione per cui io integro collagene è la glicina. Esistono diverse evidenze che la glicina sia un aminoacido condizionatamente essenziale: il nostro corpo non riesce a produrne in quantità sufficiente per le necessità giornaliere. Questo accade soprattutto in determinate condizioni fisiche: le persone con disturbi metabolici (obesità, diabete tipo 2, fegato grasso) hanno bassi livelli di glicina. Questi bassi livelli di glicina si riscontrano spesso anche in caso di infiammazione, resistenza insulinica, alto stress ossidativo, gravidanza avanzata, esposizione a xenobiotici (sostanze estranee al normale metabolismo di un organismo, sia di origine naturale che sintetica).
Assumere collagene (l’alimento in assoluto più ricco di glicina) fornisce al nostro corpo questo importantissimo aminoacido. La glicina rappresenta il 33% degli aminoacidi di cui è composto il collagene ed è necessaria per la produzione di glutatione (uno degli antiossidanti più potenti prodotti dal nostro corpo) e di molti altri composti: gruppo eme, purine, creatina e sali biliari.
Importante: non bisogna per forza assumere collagene, basta integrare nella propria alimentazione giornaliera alimenti che lo contengono: gelatina, nervetti, articolazioni o pelle di animali. Il brodo d’ossa, contiene livelli interessanti di collagene solo se quando si raffredda diventa gelatinoso.
L’alimento naturale (che non ha subito processi) in assoluto più ricco di collagene è la pelle dei suini.
Sì, perché contiene un aroma, non la senape
Dopo l’apertura conservare in frigorifero e consumare in breve tempo
La nostra gelatina ha 220 Bloom. I Bloom indicano il grado di solidità della gelatina che si verrà a formare. Più sono alti più la gelatina è solida. È un valore che serve a livello industriale. Tutta la gelatina per il consumo domestico ha 200/220 Bloom.
“Mi hanno consigliato di assumere collagene di tipo II per le articolazioni, quale tipo di collagene contiene il vostro?”
Per il nostro corpo ha alcuna importanza il tipo di collagene che assumiamo, perché quando ingeriamo il collagene per poter essere assorbito dall’intestino deve essere “spezzettato” nei singoli aminoacidi di cui è costituito o in piccoli gruppetti di essi. Il fatto che questi aminoacidi provengano da collagene di tipo I, II o altro non fa alcuna differenza. Il nostro corpo poi userà parte di questi aminoacidi per costruire nuovo collagene.
Comunque: il nostro collagene contiene principalmente collagene di tipo I e in piccola parte collagene di tipo III, in quanto è ottenuto dalla pelle di bovini (allevati al pascolo).
Nel nostro corpo esistono molteplici tipologie di collagene, ad oggi se ne conoscono 29, ma vediamo solo i due principali:
Tipo I: circa il 90% del collagene presente nel corpo umano. Lo si trova in pelle, ossa, tendini, arterie, cartilagine fibrosa e cornea.
Tipo II: cartilagine ialina, corpo vitreo.
La cartilagine ialina è liscia e flessibile ma meno resistente alla trazione rispetto alla cartilagine fibrosa. Si trova nelle articolazioni (cartilagine articolare), nelle estremità delle ossa lunghe (cartilagine di accrescimento), nella trachea, nei bronchi e nel naso. Riduce l’attrito nelle articolazioni, ammortizza gli urti ed è coinvolta nella crescita ossea. È il tipo più comune di cartilagine.
La cartilagine fibrosa è densa, molto resistente alla compressione e alla trazione ed è più rigida rispetto alla cartilagine ialina. Si trova nei menischi del ginocchio, nei dischi intervertebrali, nella sinfisi pubica e in alcune articolazioni (es. temporo-mandibolare). Assorbe urti e fornisce resistenza meccanica in aree sottoposte a forti sollecitazioni o pressione.
L’artrosi è una patologia legata al deterioramento della cartilagine. Nella maggior dei casi è dovuta all’invecchiamento (più del 70% delle persone oltre i 55 anni ne soffre) ma può essere causata anche da una postura errata che fa lavorare male l’articolazione. Per esempio dopo un incidente se non recuperiamo in modo corretto la muscolatura del ginocchio, questo può lavorare non in asse e usurare la cartilagine del ginocchio. Un’altra causa possono essere ginocchia vare o vaghe. Anche l’obesità contribuisce al deterioramento della cartilagine.
Il collagene può aiutare? Esistono diversi studi (1,2) dove si osserva che l’assunzione di collagene sia benefica per le articolazioni, ma dimostrare che l’assunzione di collagene possa diminuire l’incidenza dell’artrosi richiederebbe studi molto lunghi e molto costosi perché bisognerebbe un ampio gruppo di persone per decenni. Chissà, magari un giorno la fondazione Live Better avrà noi i soldi per finanziare questo studio… Sarebbe anche bello effettuare uno studio sull’incidenza dell’artrosi in popolazioni che vivono in maniera ancestrale, tipo gli Hadza.
Quello che è certo è che ci sono moltissime evidenze anedottiche: migliaia di persone in tutto il mondo riportano che l’assunzione di collagene ha migliorato le loro articolazioni. Purtroppo le evidenze anedottiche però non sono evidenze scientifiche, in quanto sono esperienze personali che potrebbero essere influenzate da molti fattori.
Non è necessario assumere per forza il collagene, basta consumare abitualmente alimenti ricchi di collagene come: gelatina, nervetti, pelle di animali (quella più ricca è quella di maiale), tagli ricchi di collagene come la coda bovina. (3)
BIBLIOGRAFIA
1) https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8521576/
2) https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30368550/
3) https://fdc.nal.usda.gov/food-search?component=1225
Il nostro fornitore produce in Turchia, che ricade sotto la normativa europea per la produzione di collagene, quindi deve rispettare tutte le normative europee in materia. Le aziende che producono in Brasile o in Cina non sono tenute a rispettare queste normative.
Per legge qualsiasi produttore di collagene europeo deve rispettare le seguenti normative:
EC 853/2004, che obbliga tra le altre cose alla sterilizzazione con UHT
EC 852/2004
EC 178/2002
Il fornitore ha anche una sede produttiva in Svizzera, ma la capacità produttiva è MOLTO inferiore, quindi non avremmo la possibilità di garantire collagene quasi totalmente insapore e inodore. La capacità produttiva Turca invece ci permette di avere sempre lotti di collagene praticamente insapore.
Inoltre il nostro fornitore è certificato FSSC 22000, uno schema di certificazione riconosciuto dalla GFSI (Global Food Safety Initiative). Le certificazioni GFSI sono standard di sicurezza alimentare riconosciuti a livello globale, sviluppati per migliorare la sicurezza dei prodotti alimentari lungo tutta la catena di fornitura. La certificazione FSSC è volontaria
È anche certificato ISO 9001 e ISO 22000
Il nostro fornitore ha standard qualitativi altissimi in quanto rifornisce anche la più grande azienda alimentare al mondo: Nestlé che con Vital Proteins è anche il leader di mercato del collagene. Il processo di accreditamento per diventare un fornitore Nestlé è molto complesso in quanto gli standard qualitativi richiesti sono altissimi. Faccio un esempio comprensibile anche a chi non è un tecnico: il confezionamento del collagene deve avvenire in camera bianca. Una camera bianca è un ambiente di lavoro altamente controllato, progettato per ridurre al minimo la presenza di contaminanti particellari. In poche parole, è uno spazio caratterizzato da un’aria altamente filtrata, temperatura e umidità controllate e procedure rigorose per limitare l’introduzione di particelle estranee.
Mi rendo conto che a qualcuno leggere Turchia possa generare dei dubbi, ma sono solo pregiudizi. La Turchia è una grande nazione, basta vedere le loro bellissime serie televisive. Noi avevamo Cinecittà e oggi? Sul più grande canale al mondo, Netflix, sono le serie turche a spopolare, non quelle italiane.
No, non esiste il collagene vegano. Il collagene è la proteine strutturale che si trova in tutti gli animali. Nei vegetali questo ruolo è ricoperto dalla cellulosa, che è indigeribile per noi essere umani. Quello che viene venduto come “collagene vegano” è un mix di aminoacidi simile a quello che si trova nel collagene animale. Simila ma non uguale: per esempio nel collagene vegetale manca l’idrossiprolina, uno degli aminoacidi pi+ abbondanti nel collagene vegetale Gli aminoacidi utilizzati per creare il “collagene vegano” possono essere estratti da vegetali o sintetizzati in laboratorio.
No, non esiste il collagene biologico in quanto una parte del processo con cui viene prodotto, l’idrolisi, non è ammesso nel protocollo del biologico. È la setssa ragione per cui non esiste la stevia biologica: uno step di produzione è l’idrolisi.
Sì certamente! Bisogna sempre farlo con acqua bollente, viene meglio. Poi si può far raffreddare e mettere in frigorifero. ATTENZIONE: si separerà in quanto contiene il 65% di olio di cocco. Nessun problema: basta agitarlo e torna omogeneo.
Soprattutto in inverno si potrebbero formare come delle sferette bianche all’interno della polvere. È il latte di cocco che si solidifica per il freddo. Il latte di cocco in polvere che utilizziamo è purissimo e contiene il 65% di grassi (olio di cocco). Quando fa freddo l’olio di cocco solidifica e quindi il latte di cocco forma delle palline all’interno della miscela. Nessun problema! Al contatto con l’acqua bollente si scioglieranno perché l’olio di cocco diventa liquido sopra i 24°C.
In Europa, per la produzione di gelatina e collagene si deve mantenere nel prodotto finale un grado di conducibilità (quindi di sali) inferiore a 2000 µS @ 1% di concentrazione. Per ottenere questo vengono usate delle resine a scambio ionico. Queste resine sono cationica (per eliminare i cationi, valenza positiva) ed anionica (per eliminare gli anioni, valenza negativa). Tutto questo ovviamente si ripercuote sul contenuto di metalli pesanti, che praticamente è nullo.
Inoltre, il contenuto limite dei metalli pesanti è soggetto al reg. EU 853/2004.
Sì certo!
I MAP contengono solo aminoacidi essenziali, mentre il collagene contiene principalmente glicina, prolina e idrossiprolina, che sono aminoacidi non essenziali.
Il sego è un grasso alimentare ricavato per estrazione a caldo dalle parti grasse di equini, ovini, ma soprattutto bovini (tanto che si parla comunemente di “sego di bue”).
Il sego può essere prodotto a partire da qualunque pezzo di grasso, sottocutaneo o viscerale, ma viene generalmente prodotto dai depositi adiposi interni, come quelli che circondano il cuore e il rene dei bovini. Si ottiene per trattamento a caldo, filtrazione e colatura, di vari ritagli di grasso dell’animale. I pezzi di grasso vengono tagliati in piccoli pezzi e riscaldati fino al punto di fusione, che permette anche l’evaporazione della poca acqua contenuta. Il grasso liquido viene quindi filtrato per separare i frammenti carnosi o fibrosi non fusi mediante il riscaldamento, che vengono poi spremuti per recuperare altro grasso liquido. La qualità del sego dipende dal tipo di animale e dalle parti del corpo dalle quali proviene, oltre che dal sistema di fusione utilizzato.
Puoi farlo anche tu in casa, chiedi al macellaio del grasso di manzo, a me lo regala. Quando avrai terminato di cuocerlo, resteranno dei pezzettini croccanti, sono buonissimiii!!!
Un tempo non avevamo prodotti sintetici. Si utilizzavano i grassi animali per fare moltissime cose.
Candele: il sego di manzo è stato usato per secoli per fare candele. Le sue proprietà di combustione lenta lo rendono un’opzione sostenibile ed economica. Come fare candele di sego Sciogli il sego di manzo e mescolalo con una piccola quantità di cera d’api (opzionale per maggiore consistenza). Versa il composto in stampi o barattoli, inserendo uno stoppino. Lascialo raffreddare e indurire. Accendi le tue candele fatte in casa, ecologiche! Le candele di sego bruciano in modo pulito, producendo meno fuliggine rispetto alle candele di paraffina.
Per pelle e legno: il sego di manzo è un balsamo naturale per pelle e legno, aiutando a restaurare e proteggere questi materiali. Strofina una piccola quantità di sego su scarpe, cinture o borse di pelle per ammorbidirle e renderle impermeabili. Lucida con un panno pulito per una finitura brillante. Mescola sego con cera d’api per creare un lucido per legno naturale. Applicalo su mobili in legno o taglieri per ripristinare la lucentezza e prevenire le crepe.
Lubrificante per attrezzi e macchinari: prima dei lubrificanti industriali moderni, il sego di manzo era ampiamente usato per ridurre l’attrito e proteggere le superfici metalliche. Usa il sego per:
– lubrificare cerniere di porte e serrature
– proteggere gli attrezzi da ruggine e usura
– ingrassare parti metalliche in macchinari a bassa velocità
Cura degli animali domestici: il sego di manzo è sicuro per gli animali domestici e può essere usato per:
Ammorbidire le zampe: applica una piccola quantità sui cuscinetti delle zampe del tuo cane per prevenire screpolature, specialmente in inverno.
Aggiunta alla dieta: mescola il sego al cibo del tuo animale per un apporto di grassi sani (consulta prima il veterinario).
Accendifuoco fai-da-te: il sego è un eccellente accendifuoco grazie alla sua combustione prolungata. Per crearne uno: immergi batuffoli di cotone o piccoli pezzi di stoffa nel sego fuso. Lasciali raffreddare e indurire. Usali come accendifuoco leggeri e portatili per campeggio o emergenze.
Lucido per scarpe naturale: il sego di manzo può ridare vita alle scarpe di pelle opache. Strofina una piccola quantità sulla pelle, lasciala penetrare e lucida per una finitura brillante.
Assolutamente sì. In America ci sono diverse linee di cosmetici naturali a base di sego. Sembra sia ottimamente tollerato dalle pelli sensibili. D’altro canto, cosa pensate abbiamo usato per milioni di anni?
Idratante
Il sego è ricco di acido stearico e oleico, che idratano e nutrono profondamente la pelle senza ostruire i pori. Si può usare da solo oppure aggiungere oli essenziali per benefici aggiuntivi. Il sego contiene vitamine liposolubili A, D, E e K, che favoriscono la rigenerazione della pelle, riducono le rughe e combattono la secchezza.
Balsamo per labbra
Crea un balsamo per labbra naturale combinando sego bovino con cera d’api. Offre idratazione e protezione a lunga tenuta.
Il sego bovino è una base tradizionale per saponi fatti a mano, offrendo una schiuma cremosa e ottime proprietà idratanti. È biodegradabile e privo di additivi sintetici.
Le proprietà antinfiammatorie naturali del sego lo rendono ideale per trattare problemi cutanei come tagli, ustioni e eruzioni cutanee. Combina il sego con erbe come calendula o camomilla per creare una pomata lenitiva.
Cura dei capelli
Usa il sego di manzo come maschera per capelli naturale per nutrire e idratare capelli secchi e danneggiati. Sciogli una piccola quantità e applicala sui capelli, concentrandoti sulle punte. Lasciala in posa per 30 minuti prima di lavarla via con lo shampoo.
Il ghi si ottiene chiarificando il burro, ovvero cuocendolo lentamente a bassa temperatura fino ad eliminare proteine, acqua e lattosio. Ciò che resta è puro grasso, con un punto di fumo di 250°C, dovuto alla presenza di ben il 70% di grassi saturi.
Il sego invece si ottiene cuocendo a bassa temperatura il grasso di manzo. Anche in questo caso il prodotto che si ottiene è puro grasso, con un punto di fumo leggermente più basso, 230°C, in quanto contiene meno grassi saturi, solo il 50%.
Entrambi contengono omega 3 e vitamine A, D, E, K.
Il ghi ha un sapore più delicato, il sego più deciso.
Entrambi contengono pochissimi omega 6.
Curiosità: prima dell’avvento degli oli vegetali, per friggere si utilizzava sego o lardo a seconda degli animali maggiormente disponibili nell’area geografica. Fino al 1990 Mc Donald’s friggeva le sue patatine in una miscela 93% sego e 7% olio di colza.
Il sego si potrebbe anche conservare fuori frigo, in quanto contiene solo grassi come l’olio di oliva. Però contiene solo il 50% di grassi saturi e quindi preferiamo consigliare di conservarlo in frigorifero dopo l’apertura. Usare sempre posate pulite.
Assolutamente no.
Il collagene è una proteina e per essere assorbito ha solo bisogno di essere digerito. La vitamina C serve al nostro corpo per sintetizzare nuovo collagene.
È necessario integrarla? Al momento nessuno ha una risposta certa a questa domanda. Nel dubbio, visto che non ha effetti nocivi e se non serve viene semplicemente espulsa con le urine, io la assumo. Utilizzo “vitamina C pura” del dottor Giorgini.
Quanta vitamina C assumere? Dipende da quando viene assunta e se viene assunta insieme ai carboidrati, in quanto il trasportatore all’interno della cellula della vitamina C è il medesimo utilizzato dal glucosio e il glucosio ha precedenza di utilizzo.
Per questo il collagene risulta più facilmente digeribile della gelatina, perché essendo già tagliato in peptidi è come se in un certo senso fosse stato “pre-digerto”.
Prima dell’apertura in luogo fresco e asciutto.
Dopo l’apertura in frigorifero e va consumata entro 3 giorni.
Dopo l’apertura conservare in frigorifero fino a 6 mesi
I Kaminwurz Live Better sono confezionati in atmosfera protettiva, una miscela di azoto e ossigeno che serve a proteggere gli alimenti dall’ossidazione. Quando il sacchetto viene aperto, vanno conservati in frigorifero e consumati entro 3 giorni, in quanto non contengono conservanti.
La cotenna di maiale è l’alimento in assoluto più ricco di collagene e il collagene non è una proteina con alto valore biologico in quanto non contiene sufficienti aminoacidi essenziali. In un’alimentazione ottimale il collagene non dovrebbe costituire più del 30% dell’apporto giornaliero. Se questo limite viene superato, non succede assolutamente nulla, basta pensare ai milioni di vegani che ci sono nel mondo: anche le proteine vegetali non contengono sufficienti aminoacidi essenziali. Però se vogliamo ottimizzare la nostra alimentazione, il collagene dovrebbe apportare al massimo il 30% delle proteine consumate giornalmente.
I Pop Pork sono conservati in atmosfera protettiva (azoto), quindi quando vemgono aperti entra ossigeno e anche umidità. Questo, chiaramente, incide sulla croccantezza e sull’ossidazione. Comunque i Pop Pork contengono solo il 7% di grassi, quindi non si ossidano facilmente. Dopo l’apertura conservare ben chiuso.
All’interno della confezione c’è un piccolo sacchetto assorbi-ossigeno sul quale c’è scritto chiaramente che non deve essere mangiato. Purtroppo è capitato che qualche bambino lo aprisse pensando sia sale da spargere. NIENTE PANICO: il sacchetto contiene contiene ferro, biossido di silicio e carbone. Se il contenuto dovesse venir ingerito per errore non è pericoloso.
L’olio MCT contenuto nella Better Mayo è costituito da C8, ovvero acido caprilico.
La Better Mayo contiene il 78% di MCT quindi è un validissimo aiuto per raggiungere la quota di grassi in chetogencia.
Gli MCT sono associati a diversi benefici:
– assunti durante una dieta chetogenica aumentano la produzione di chetoni
– supportano la crescita e il mantenimento di una buona flora intestinale
– hanno proprietà antimicrobiche
Alcune persone quando li assumono posso avere fastidi intestinali: gonfiore, diarrea, crampi addominali.
Questi sintomi sono un segno di un microbiota alterato. Le persone con un microbiota in equilibrio, non hanno alcun problema.
Se doveste avere uno di questi sintomi, varrebbe la pena approfondire la condizione del vostro microbiota.
Non sono segnalate controindicazioni però il collagene potrebbe non essere adatto a persone:
– Sensibili all’istamina
– Affette da iperossaluria
ISTAMINA
Chi è sensibile all’istamina può avere fastidi. L’idoneità di un integratore di collagene è molto individuale e dipende dal livello di tolleranza della persona, quindi ci sono persone con intolleranza all’istamina che non hanno problemi e altre che li hanno.
Se si soffre di sensibilità alimentare all’istamina o della sindrome di attivazione dei mastociti (una forma grave e clinicamente diagnosticata di intolleranza all’istamina) il collagene, la gelatina, il brodo di ossa, le verdure fermentate, gli alimenti stagionati, etc… potrebbero non fare per te.
Se hai problemi con l’istamina ti consiglio questo articolo del medico funzionale dottor Lorenzo Toccacieli.
Solo i pazienti affetti da questo tipo di patologia potrebbero (uso il condizionale perché ad oggi non c’è certezza) avere problemi dall’assunzione di collagene o gelatina in quanto una parte di idrossiprolina e glicina possono essere convertite in ossalato di calcio.
Gli ossalati possono determinare l’aumento di calcoli di ossalato di calcio SOLO nel paziente che ha un iperossaluria secondaria. Per tutte le altre persone che hanno calcoli di ossalato di calcio, ma non un iperossaluria, vale solo l’indicazione di ridurre solamente gli alimenti più ricchi di ossalato: biete, spinaci e pomodori. Tolti questi alimenti non c’è grossa evidenza circa l’incidenza dell’ossalato di calcio alla formazione di calcoli. Invece la disidratazione, la riduzione dei citrati, la sindrome metabolica e la familiarità sono ad oggi ritenute le cause principali dei calcoli renali.
Oggi si stima che gli ossalati di calcio espulsi con le urine derivino: (il totale non fa 100% perché queste sono stime, non certezze)
– Per circa il 50% dagli ossalati contenuti nel cibo che consumiamo (1)
– Per circa il 40% dall’acido ascorbico o dall’ascorbato (vitamina C). In persone predisposte alla formazione di calcoli, sembra che l’acido ascorbico possa contribuire in maniera anche più importante, fino all’80%, alla presenza di ossalati nelle urine. (2)
– Per circa il 15% da idrossiprolina (1)
– Per meno del 5% da glicina (1)
Collagene e gelatina contengono glicina e idrossiprolina
Se hai problemi di calcoli renali potrebbe esserti utile guardare questa diretta con la dottoressa Francesca Manfra, medico funzionale, In cui abbiamo parlato di quali sono le causa dei calcoli renali e cosa si può fare per diminuirne la formazione. Nei primi 20 minuti la dottoressa Manfra spiega in dettaglio perché il collagene NON sia una delle cause dei calcoli renali.
Dopo 120 giorni dall’apertura, conservata in frigorifero, la Better Mayo è ancora microbiologicamente e chimicamente molto stabile. A livello sensoriale però sta scomparendo l’aroma lasciando spazio a sentori leggermente aciduli. Anche dal punto di vista del sapore assistiamo a una leggere perdita di gusto. La consistenza è sempre cremosa. Quindi dopo 120 giorni il prodotto è ancora in perfette condizioni, ma sta iniziando a perdere un po’ di sapore.
Chiaramente il prodotto si mantiene alla perfezione se vengono usate sempre posate pulite per prenderlo dal vasetto.
Quello che conserva la maionese è l’acidità. Chiaramente anche il freddo del frigorifero aiuta! Quando si deve decidere se un prodotto è ancora buono da mangiare vale sempre la stessa regola: osserva, vedi qualcosa di strano muffa o altro? Annusa, puzza? Se le risposte sono no, il prodotto è commestibile.
La data di scadenza è stata inventata 50 anni fa. Per capire se un alimento è commestibile usiamo i nostri sensi da milioni di anni.
Chokkino espresso 35 ml + 1 misurino di cacao
Chokkino lungo 50 ml + 1 misurino di cacao
Comunque puoi personalizzarlo come vuoi, mettendo più acqua e dosando il cacao per ottenere l’intensità a te gradita
Il nostro latte di cocco in polvere contiene il 65% di olio di cocco e l’olio di cocco diventa liquido intorno ai 24°C. Per questo se in estate fa troppo caldo il latte di cocco rischia di diventare una crema. Per questo consigliamo di tenerlo in frigorifero ben chiuso per non fargli assorbire umidità. Il freddo farà solidificare lì’olio di cocco e questo farà formare dei grumi. Basta schiacciarli e torna polveroso. Immersi in acqua bollente si sciolgono da soli perché l’olio fonde. Si possono anche mangiare così, come fossero caramelle.
Il nostro latte di cocco in polvere contiene il 65% di olio di cocco. L’olio di cocco diventa liquido intorno ai 24°C, quando fa più freddo solidifica. Per questo si formano i grumi, perché l’olio di cocco contenuto solidifica. Basta schiacciarli e torna polveroso. Immersi in acqua bollente si sciolgono da soli perché l’olio fonde. Si possono anche mangiare come fossero caramelle.
Puoi visualizzare quali prodotti sono adatti alla chetogenica selezionando il filtro relativo in questa pagina
I nostri prodotti adatti alla dieta chetogenica sono:
Chokkino, ChokkoCocco, Chokkococcoccino
Collagene
Creme spalmabili Protein Bliss e Creamy Bliss
Latte di cocco in polvere
Better Mayo
Ghi
Better Whey
Pure Jerky
Pure Biltong
Gelatina
Bagna cauda
Better Sweet
Choko Loco (eritritolo)
Albume in polvere
Tuorlo in polvere
Cacao in polvere
Farina di cocco
Keto Pancakes
Magic Powder
Vanilla Dream
Keto Piada
Keto Chok
Eritritolo
Psillio
La data riportata sui prodotti NON freschi non è la data di scadenza, ma il TMC.
TMC significa Termine Minimo di Conservazione e NON è una data di scadenza. Il prodotto è sempre perfettamente commestibile dopo questa data. Quando su un prodotto leggete “da consumarsi preferibilmente entro…” significa che non è una data di scadenza ma il TMC termine minimo di conservazione.
ATTENZIONE: i nostri prodotti sono molto stabili perché sono in polvere e contengono principalmente grassi saturi (che sono molto stabili). Ne abbiamo testati moltissimi anche oltrepassato il TMC di un anno ed erano ancora perfetti: latte di cocco, cacao in polvere, eritritolo, arrowroot.
Come fare per capire se un prodotto è ancora buono? Semplicissimo!
Osservare: ci sono muffe, farfalline o altre cose strane?
Annusare: puzza?
Se le risposte a queste due domande sono no, il prodotto è ancora buono.
Rifletti su questo: la data di scadenza è stata inventata 50 anni fa. Il genere umano esiste da 2,5 milioni di anni. I vostri sensi sono perfettamente in grado di riconoscere un prodotto andato a male. Fidatevi!
Il 10% dello spreco alimentare europeo è causato dalla scorretta interpretazione di questa data. Parlate ai vostri amici di questa importante distinzione tra TMC e data di scadenza. La consapevolezza salverà il mondo.
Entro 24 ore dall’apertura. Ma veramente esiste qualcuno che riesce a non mangiare tutto il contenuto di un sacchettino?
Sì, tutte le nostre box contengono il misurino.
Invece i sacchetti dei prodotti in polvere non lo contengono per una questione di sostenibilità ambientale. Se lo contenessero i clienti che acquistano spesso i nostri prodotti si ritroverebbero con una collezione di misurini. Questo non avrebbe alcun senso, in quanto la Terra è l’unico pianeta che abbiamo e dobbiamo prendercene cura, vivendo in maniera consapevole.
No. Per una questione di sostenibilità ambientale tutti i nostri sacchetti non contengono il misurino. Se lo contenessero i clienti che acquistano spesso i nostri prodotti si ritroverebbero con una collezione di misurini. Questo non avrebbe alcun senso, in quanto la Terra è l’unico pianeta che abbiamo e dobbiamo prendercene cura, vivendo in maniera consapevole. Le nostre box invece contengono il misurino, in quanto solitamente è il primo acquisto che fa un cliente.
Quando un seme germoglia mette a disposizione tutte le sue risorse per la crescita della pianta. Grazie alla germogliazione i carboidrati e le proteine migliorano la loro digeribilità. Vengono rilasciati degli enzimi che pre-digeriscono l’amido e altri che neutralizzano i fitati (che impediscono l’assorbimento dei sali minerali). La germogliazione aumenta anche il contenuto di vitamine e antiossidanti. Quindi, un seme germogliato risulta più digeribile e più nutriente.
No, non sono la stessa cosa:
– il cocco rapè si ottiene “grattugiando” la polpa del cocco e poi essiccandola
– la farina di cocco si ottiene dopo aver spremuto la polpa di cocco per l’estrazione dell’olio di cocco
Il cocco rapè contiene più calorie, grassi e meno fibre
Il cocco rapè contiene circa: calorie 600, grassi 60%, fibre 20%
La farina di cocco contiene circa: calorie 350, grassi 15%, fibre 47%
Il cocco rapè è costituito da scagliette, la farina di cocco è una polvere
Non sono due prodotti interscambiabili
Per fermentazione batterica a partire dal mais
No, il nostro eritritolo è puro eritritolo 100% senza additivi
Esistono delle varietà di cacao con un profilo aromatico speciale, fruttato e floreale che vengono definite “fino de aroma”. Sono coltivate in piccole aziende che ricercano l’eccellenza. La maggior parte del cacao oggi viene coltivata in maniera intensiva, che determina una produzione di bassa qualità. Attualmente solo l’8% della produzione mondiale è rappresentata da cacao fino de aroma. Grazie al mercato che presta sempre più attenzione alla qualità delle materie prime, le aziende che coltivano materie prime di grande qualità stanno aumentando.
Ci sono grosse aziende che lavorano le fave di cacao e producono dei bottoni (circa 3 cm di diametro) di massa di cacao. La maggior parte dei cioccolatieri artigianali fa il cioccolato partendo da questi. From bean to bar significa letteralmente “dalla fava alla tavoletta” ovvero il cioccolatiere acquista le fave, le tosta e le utilizza per fare il cioccolato. Se volete scoprire come si produce il cioccolato “from bean to bar” a questo link Armin di Karuna Chocolate ci mostra tutto il processo. Un’altro bravissimo cioccolatiere “from bean to bar” è il mio amico Marco Colzani che ha un bellissimo factory outlet a Carate Brianza, dove vende anche i suoi strepitosi succhi e le sue meravigliose marmellate.
Perché quando fa caldo la temperatura negli autoveicoli dei corrieri è troppo alta e farebbe sciogliere il cioccolato.
Sì, perché non contiene zucchero. È dolcificata con eritritolo, che ha zero indice glicemico e insulenimico.
Tutto il collagene esistente sul mercato è idrolizzato. Se non lo fosse si chiamerebbe gelatina. Questi sono i due prodotti che si ottengono dal collagene animale.
Partiamo dall’inizio: il collagene è la “colla” che tiene insieme il corpo degli animali. Nella sua forma naturale è insolubile. La gelatina, quella che chiamiamo “colla di pesce” si ottiene dragrandando parzialmente il collagene con il calore. La gelatina è solubile in acqua calda. Il collagene in polvere si ottiene attraverso il processo di idrolizzazione di tessuti animali come ossa, pelle e cartilagini (il nostro collagene viene prodotto esclusivamente dalla pelle di bovini allevati al pascolo. Il collagene in polvere è solubile sia in acqua calda che fredda.
La gelatina forma un gel, il collagene no perché è composto da molecole più piccole. La nostra gelatina ha un peso molecolare di circa 50.000 Da (dalton). La gelatina può avere diversi pesi molecolari da 20.000 Da a 100.000 Da. Il peso molecolare della gelatina ne determina il Bloom, ovvero il potere gelificante, più alto è il bloom, più alto è il potere gelificante. Il nostro collagene ha un peso molecolare tra 1.800 Da e 2.000 Da. La molecola di collagene nativa (che si trova nei tessuti animali) invece ha un peso molecolare di 300.000 Da.
Perché vi dico racconto tutto questo? Durante la digestione le proteine devono essere scisse per poter essere assorbite, se una proteine ha una dimensione minore viene assorbita più in fretta perché è più semplice scinderla.
Sì, si può mettere nel microonde
Sì. La serigrafia viene cotto a 1000°C quindi si “incolla” al vetro.
Certamente. Sono fatte di porcellana dura a uso professionale per essere lavate innumerevoli volte nei bar.
Sì. È un prodotto di grande qualità, garantito 10 anni.
Nel montalatte singolo, non sono incluse. Mentre nel montalatte contenuto nelle box sono incluse. Così se regalate una box è subito utilizzabile!
Il manico si passa delicatamente con un panno umido, mai mettere sotto l’acqua corrente perché contiene le pile e il motore.
Sul manico è indicato 10 ml, ma questo vale solo per i liquidi. Quando si tratta di polveri, i pesi variano.
Il peso di un misurino raso dei nostri prodotti, sono circa i seguenti:
Albume in polvere 4 g
Arrowroot 5 g
Better Sweet 4 g
Cacao in polvere 5 g
Chokkolove 5 g
Collagene 4 g
Eritritolo in polvere 6,5 g
Farina di avena 5 g
Farina di cocco 5 g
Fibra di psillio 7,5 g
Fluffy Pancakes 5 g
Gelatina 6,8 g
Keto Pancakes 5 g
Keto Piada 5,5 g
Latte di cocco in polvere 5 g
Magic Powder 5 g
Smart Crêpes 4,5 g
Tuorlo 4,5 g
Vanilla Dream 4 g
In inverno il burro di cacao è molto duro e siccome il Kiss Me Better ne contiene il 13% anche lui in inverno è un po’ duretto.
basterà appoggiarlo alle labbra e il calore del corpo farà fondere il burro di cacao ammorbidendo il Kiss Me Better. Il burro di cacao ha una temperatura di fusione di 35°C.
Purtroppo no. E non esistono barattoli più grandi. Ci staranno circa 300 grammi di cacao. La busta ne contiene 515 g.
1 litro: altezza 19,5 cm, diametro 9,5 cm. Può contenere comodamente il misurino (lunghezza 13,5 cm).
500 ml: altezza 15,5 cm, diametro 8 cm. Può contenere il misurino ma resta poco spazio.
400 ml: altezza 13,5, diametro 7,5 cm
250 ml: altezza 9,5 cm, diametro 7 cm
200 ml: altezza 11 cm, diametro 6 cm
50 ml: altezza 6 cm, diametro 4,5
Utilizzare solo il 30% del peso del dolcificante riportato in ricetta
Esempio: se la ricetta indica 100 g di zucchero usare solo 30 g di Better Sweet
Questo 30% dipende molto dal gusto personale, qualcuno ne userà meno e qualcuno di più
Sì. Si possono utilizzare gli stessi grammi riportati in ricetta per l’amido di mais.
Sì, ma c’è un limite:
Mini Supoon 260°C
Chopula 250°C
Scizza 205°C
I vasetti di vetro sottovuoto sono quelli delle salse di pomodori, sottaceti, tonno, etc. Le creme spalmabili non sono mai sotto vuoto, nemmeno la Nutella. Quindi non fanno “clack” quando si apre il vasetto. Come mai? Perché sono anidre, ovvero senza acqua, quindi non hanno problemi di conservabilità. Invece nei prodotti che contengono acqua, come la passata di pomodoro, è necessario il sottovuoto, che si crea con il processo di pastorizzazione. Quando mettiamo a bollire i vasetti di passata fatta in casa stiamo facendo una pastorizzazione che crea il sottovuoto e quando l’apriamo fa “clack”.
È possibile tenerlo in frigorifero ma non necessario in quanto il ghi contiene solo grassi, come l’olio di oliva.
ATTENZIONE: se entra acqua o umidità si formerà la muffa, chiudere sempre molto bene il tappo e usare sempre utensili puliti e asciutti.
No, è prodotto in Repubblica Ceca con latte grass-fed proveniente dalla stessa nazione o dall’Olanda.
È una dicitura che va apposta per legge su tutti i prodotti che contengono polialcoli: eritritolo, sorbitolo, xilitolo, mannitolo, maltitolo e isomalto. I polioli possono avere effetti lassativi e creare gas. Questi effetti vengono causati perché i polioli non vengono assorbiti completamente dall’intestino e la quantità che arriva al colon fermenta, creando ad alcune persone queste problematiche. L’eritritolo però è diverso perché viene assorbito per il 90% dall’intestino e quindi solo una minima parte arriva nel colon. Per la maggior parte delle persone l’eritritolo non causa alcun problema, ma se ci sono problemi intestinali come la SIBO allora l’eritritolo va evitato fino a quando si è guariti.
Il Crunchy Cao viene prodotto in uno stabilimento dove ogni tanto è presente il glutine. Vengono prese tutte le precauzioni per evitare una possibile contaminazione ma non abbiamo la certezza che sia senza glutine fino a quando non lo testiamo. Fino a oggi non è mai stata rilevata la presenza di glutine in tutti i lotti prodotti.
ESTATE
L’olio si separa perché le creme non contengono emulsionanti. Devono solo essere mescolate con un coltello. Ci vuole un po’ di pazienza ma torna perfetta. Operazione da effettuare solo la prima volta che si apre la crema.
INVERNO
CREAMY BLISS: il burro di cacao contenuto nel cacao in polvere solidifica rendendo la crema più dura.
PROTEIN BLISS: l’olio di cocco solidifica.
Per aiutarvi a mescolare la crema al primo utilizzo fate così: mettetela su un calorifero per qualche ora e poi girate bene con un coltello. Ci vuole un po’ di olio di gomito ma solo la prima volta.
Oppure fatele un bel bagno turco! Fate bollire dell’acqua e poi versatela in un recipiente con i bordi alti. Immergete il vasetto ben chiuso nell’acqua lasciando fuori il tappo. Coprite con un coperchio e aspettate 10 minuti. Togliete il vasetto dall’acqua, apritelo e girate bene con un coltello, sarà cremosissima! Fate attenzione e non scottarvi.
ATTENZIONE: non dovete cuocere la crema sul fuoco.
È perfettamente normale perché le nostre creme non contengono emulsionanti, quindi l’olio affiora in superficie. Sarà sufficiente mescolare bene e tornerà omogenea. Ci vuole un po’ di pazienza e un po’ di olio di gomito. Quest’operazione va effettuata solo la prima volta.
Ha bisogno di essere diluito in un liquido: bevanda calda o fredda, frullato, zuppa, yogurt, frittata. Più liquido c’è, meglio si scioglierà e meno si percepirà il suo sapore. Anche se a dire il vero il nostro collagene è quasi insapore.
Dipende. Sembra che per avviare la sintesi proteica sia necessario consumare in un unico pasto almeno 30 grammi di proteine oppure 12 grammi di aminoacidi essenziali. Ricordo che il collagene non contiene tutti gli aminoacidi essenziali, quindi nel corso della giornata è fondamentale assumere alimenti che li contengano: uova, pesce o carne, che vengono definite proteine nobili proprio perché contengono tutti gli aminoacidi essenziali.
Se assumendolo tutto insieme fate fatica a digerirlo, potreste avere un problema con la digestione delle proteine. Potreste provare ad assumerne una quantità minore e aumentare gradualmente. Abbiamo fatto una diretta su come migliorare la digestione.
Sì certo. Il collagene è una proteina e i bambini hanno bisogno di più proteine rispetto a un adulto perché stanno crescendo.
Dagli studi sembra che i momenti migliori per assumere proteine siano colazione e cena. Sembra inoltre che per avviare la sintesi proteica sia necessario consumare in un unico pasto almeno 30 grammi di proteine contenenti tutti gli aminoacidi oppure 12 grammi di aminoacidi essenziali. Siccome il collagene non contiene tutti gli aminoacidi essenziali, sarebbe ottimale assumere nel medesimo pasto altre proteine nobili: uova, pesce o carne.
Credo che nessuno abbia la risposta certa a questa domanda. Molti nutrizionisti consigliano 15/20 grammi al giorno. In base ai risultati di questo studio ho estrapolato una formula per il calcolo della necessità giornaliera di collagene:
Peso ideale* x 0,14 : 0,25
Il risultato indica i grammi giornalieri da assumere
*peso ideale: il nostro peso senza l’eccesso di grasso corporeo. Se non conoscete il vostro peso ideale c’ un metodo MOLTO casalingo per averne un’idea: sottrarre 10 ai centimetri dell’altezza. Ecco un esempio:
Altezza 1 metro e 60 cm
Peso ideale 60-10 = 50 kg
No, il collagene fornisce al nostro corpo gli aminoacidi necessari alla sintesi di collagene del nostro corpo. Le proteine del nostro corpo si rinnovano continuamente e visto che il collagene è la proteina più abbondante presente nel nostro corpo, abbiamo costantemente bisogno di aminoacidi per rinnovarlo.
Inoltre il collagene è un alimento. Ricordo infatti che il collagene altro non è che gelatina idrolizzata (che significa “tagliata in molecole più piccole”).
La mia personale ipotesi è che il nostro corpo non produca sufficiente glicina (leggi lo studio) perché nel corso dell’evoluzione umana consumavano anche le parti dell’animale ricche di collagene. Siccome consumavano anche queste parti ricche di collagene, che contiene il 25% di glicina, il corpo aveva bisogno di produrne poca. Oggi nelle rare occasioni in cui mangiamo carne, consumiamo il muscolo, che contiene solo una minima parte di collagene. Quindi il corpo si ritrova senza l’approvvigionamento di glicina a cui era stato abituato per 2,5 milioni di anni. Quindi quando assumiamo collagene andiamo a fornire la glicina che il nostro corpo era abituato a ricevere attraverso l’alimentazione.
Lo studio citato sopra ipotizza che ci sia una carenza giornaliera di 10 grammi di glicina. La glicina è fondamentale per la sintesi di collagene, che ricordo essere la proteina più abbondante nel nostro corpo. Potrebbe dunque essere questa la ragione per cui invecchiando la nostra pelle perde tono e le nostra ossa diventano fragili? Non lo so, ma la logica mi fa pensare che potrebbe essere così. La glicina è anche fondamentale per la sintesi di glutatione (studio) uno degli antiossidanti più potenti prodotti dal nostro corpo. Visto che l’invecchiamento è legato anche alla produzione di radicali liberi, è possibile che una carenza di glicina determini una carenza di glutatione e quindi una maggior presenza di radicali liberi? Non lo so, ma anche qui il ragionamento porta a pensarlo.
No, non è vero. È un informazione che emerge da un’errata interpretazione di questo studio. Che in realtà afferma che il collagene marino assorbe acqua 1,5 volte di più rispetto a quello estratto da mammiferi.
Il nostro collagene viene prodotto solo con la pelle dei bovini
Il barattolo può essere messo in lavastoviglie, il tappo invece no, passatelo con una panno umido, perché all’interno ha una guarnizione in cartone.
Sì albume e tuorlo in polvere sono pastorizzati
Anche il tuorlo fresco usato per fare la maionese
Facciamo un esempio: nella ricetta abbiamo bisogno di 160 grammi di albume fresco, dividiamo 160 per 8 e mettiamo una parte di albume e 7 parti di acqua
160 : 8 = 20
20 grammi di albume
20 x 7 = 140 grammi /ml di acqua
Mescolare con una frusta acqua e albumi in polvere, attendere 10 minuti e mescolare di nuovo
Come per il vino, esistono centinaia di tipologie di cacao. Quello che fa la differenza sono: la cultivar, il metodo di coltivazione e il processo. Io faccio sempre l’esempio del Cabernet Sauvignon: si può fare il vino da tavola o il Sassicaia.
Il nostro cacao è prodotto con fave di Forastero, Criollo e Trinitario. Una parte delle fave non viene fermentata per preservare i polifenoli (le molecole antiossidanti che combattono i radicali liberi). Lo abbiamo selezionato attraverso uno studio scientifico con l’università di Teramo, dove abbiamo analizzato il contenuto di polifenoli di più di 100 campioni di cacao. Volevamo essere certi che contenesse un alto contenuto di antiossidanti.
Il nostro cacao ha un colore acceso con sfumature rossicce e un gusto intenso che avvolge la bocca in un persistente aroma di cacao.
Solitamente il cacao ha un pH 5/5,5, quindi acido come il caffè. Il nostro cacao invece, grazie a un leggero processo di alcalinizzazione, ha un pH 7, quindi neutro. Lo abbiamo voluto così per due ragioni:
– non essendo acido è amaro, ma amabile e quindi risulta gradevole anche senza zucchero
– è ben tollerato anche da chi ha problemi di acidità come gastrite e reflusso
Sì. Chokkino contiene solo 11 mg di caffeina.
I limiti giornalieri consigliati da EFSA per i bambini sono 3 mg/kg
No. Chokkino è composto solo da cacao amaro 100% e acqua.
Sì, il cacao e il cioccolato contengono naturalmente caffeina. Una tazza di Chokkino espresso contiene 11 mg di caffeina, mentre un caffè espresso ne contiene 80 mg.
Tutti i nostri prodotti si possono assumere anche in gravidanza, tranne il Pure Biltong e i Kaminwurz, in quanto sono stagionati.
I Pure Jerky sono cotti, non è carne cruda, quindi nessun problema.
L’unica accortezza è Chokkino perché contiene caffeina
Una tazza di Chokkino espresso contiene solo 11 mg di caffeina (un caffè espresso ne contiene 80 mg)
Il limite giornaliero di caffeina consigliati da EFSA per le donne in gravidanza è 200 mg
La caffeina è naturalmente contenuta nel cacao e quindi anche nel cioccolato. Ma nel cioccolato ce n’è meno rispetto al cacao in polvere.
Il cacao in polvere contiene meno burro di cacao e quindi la caffeina si “concentra”
Il cacao Live Better è 100% puro cacao in polvere biologico coltivato in Repubblica Dominicana (il primo produttore di cacao biologico al mondo)
Chokkino espresso contiene 35 ml di acqua e 5 g di cacao, quindi una tazzina contiene il 25% di cacao
Chokkino contiene circa 11 mg di caffeina
Un caffè espresso contiene circa 80 mg di caffeina
I limiti giornalieri di caffeina consigliati da EFSA sono
adulti 400 mg
donne in gravidanza 200 mg
bambini 3 mg/kg
Quindi se Chokkino fosse l’unica fonte di caffeina nella giornata, sarebbe possibile berne:
adulti 36 tazze
donne in gravidanza 18 tazze
Chiaramente vi sconsigliamo di bere tutte queste tazze di Chokkino



















































